24 Aprile 2026 | Leave a comment Ti sarai accorto anche tu che, sempre più spesso, la richiesta non è “cosa hai di forte?”, ma “cosa hai di buono (e possibilmente leggero)?”. Questo cambiamento, come già sappiamo, è guidato soprattutto dalla Gen Z, che sta portando il mercato del no-alcohol e low-alcohol verso cifre da capogiro: si stimano dai 10 ai 15 miliardi di dollari globali entro il 2029 (ne ha parlato recentemente Donna Moderna con dati IWSR). La fine del solito drink? Solo in Europa, nel 2025, queste bevande sono cresciute del 10%, sfiorando i 2 miliardi di euro di giro d’affari. Un importante esponente della mixology internazionale, lo conferma: la scelta oggi è consapevole: è una questione di stile di vita. La parola d’ordine è equilibrio. Il marketing ha intercettato un bisogno reale di lucidità e performance e lo ha trasformato in un linguaggio aspirazionale. Offrire una linea alcohol-free non è più un favore a chi deve guidare, ma una precisa strategia di posizionamento per il tuo locale. Il dilemma del “senza”: marketing o salute? Mentre la mixology abbraccia il cambiamento con linee dedicate, il mondo del vino resta sulla difensiva. Per gli esperti, il termine “vino analcolico” è un’operazione di marketing che nulla ha a che fare con la tradizione. Tuttavia, viene precisato che il mercato ha semplicemente amplificato un cambio culturale: la consapevolezza che non esista una soglia di rischio zero ha spinto i giovani a preferire la qualità dell’esperienza alla quantità pura. Il consumo quotidiano e automatico dei nostri padri è morto; oggi il drink è un momento scelto, non scontato. Il fattore wine: la rivincita della qualità Nonostante l’avanzata dei ready-to-drink e dei prodotti analcolici, un recente studio presentato all’American College of Cardiology riporta il vino al centro della scena. Analizzando 340.000 adulti, è emerso che i bevitori moderati di vino mostrano un rischio di mortalità cardiovascolare inferiore rispetto a chi consuma birra o superalcolici. Il segreto? I polifenoli e, soprattutto, lo stile di vita: chi sceglie il vino spesso lo fa a tavola, seguendo diete più equilibrate. Cosa significa questo per il tuo business? 3 idee per te Focus sul target femminile: le donne sono oggi decisorie d’acquisto fondamentali. Basta stereotipi su vini dolci e leggeri: cercano competenza e qualità. Dal troppo al gusto: mentre preoccupa il fenomeno del binge drinking del weekend, cresce una nicchia di giovani sommelier e appassionati che cercano il racconto della terra. Mixology ibrida: il tuo menù drink deve riflettere questa dualità. Un’offerta che non preveda mocktail di alto livello o spirit a bassa gradazione è un’offerta che ignora il futuro del settore. Che si tratti di un calice di rosso ricco di polifenoli o di un cocktail puramente alla frutta, il tuo cliente vuole sentirsi in controllo, in salute e, soprattutto, parte di un’esperienza di valore. Commenti commenti
18 Maggio 2017 | Leave a comment Aroma: note delicate di frutta tropicale intrecciata con zucchero di canna e banana matura. Gusto: al palato mostra sottili spezie e note floreali con un finale di canna da zucchero e vaniglia. Commenti commenti
19 Maggio 2017 | Leave a comment Aroma: al naso primeggiano note zuccherine della canna che sviluppano un corpo morbido e dolce. Si conclude con un accenno di agrumi. Gusto: al palato ha un sapore molto caratteristico, gradevolmente dolce, con note apprezzabili in un finale morbido. Commenti commenti
19 Maggio 2017 | Leave a comment Aroma: dolce con intense note di frutta secca, uva, ciliegia e prugna. Forte presenza di note di vaniglia, legno, noce e caffè della moka. Gusto: al palato lascia spiccate note di uva, prugne, noce, con un tocco di cioccolato e caffè, per un finale setoso. Commenti commenti