18 Luglio 2025 | Leave a comment Nel tuo bar, ogni bottiglia ha un racconto da esprimere alla cliente, sotto forma di immagini, memoria, sapori. Con questo portato importantissimo non può essere solo collocata su uno scaffale. E di conseguenza la bottiglieria degli spirits non si gestisce come una scorta, ma come una selezione ragionata. In quanto imprenditore a te spetta: -avere le etichette giuste, -conoscere la funzione commerciale, narrativa ed emozionale di ciascun prodotto Cosa non può mancare? Un gin secco, un gin più aromatico, almeno due whisky (uno morbido, uno torbato o speziato), un rum chiaro e uno scuro, una vodka pulita, una tequila di qualità e un buon amaro italiano. Servono per i classici, per liscio o miscelato, per coprire le richieste essenziali. Scegli etichette rinomate e a riconoscibilità immediata. Il cliente medio non deve sforzarsi per capire cosa beve, ma sentirsi rassicurato. Affidati al tuo consulente per una costruzione completa dell’offerta: richiedi un appuntamento qui. Il cuore della bottiglieria dovrebbe ospitare almeno 5–7 referenze che raccontano il tuo stile. -Sei un bar da aperitivo? Punta su vermouth artigianali, bitter poco noti, liquori alle erbe locali. -Lavori su dessert e cocktail dopocena? Whisky giapponesi, calvados, brandy di piccola produzione. -Hai una clientela giovane e curiosa? Inserisci tequila e mezcal da degustazione, magari in abbinamento a cioccolato o scorze d’agrume. Ricorda: oggi il cliente non chiede solo “cosa mi consigli?”, ma anche “che storia c’è dietro?”. L’ordine della bottiglieria fa parte del servizio. Ogni referenza deve essere accessibile al personale, catalogata con logica (per tipo e per funzione) e disposta con cura anche visiva. Una bottiglia impolverata o fuori scala comunica trascuratezza. Una bottiglia valorizzata con luce, altezza e nome in vista è una proposta implicita d’acquisto. La rotazione Non accumulare. Inserisci novità con criterio, comunicale nel menù o nel verbal service, e osserva cosa funziona. Le bottiglie ferme in scaffale per mesi sono capitale bloccato e spazio sprecato. Quelle che girano – perché hai saputo raccontarle o abbinarle bene – sono margine puro. Commenti commenti
19 Maggio 2017 | Leave a comment Aroma: dolce con intense note di frutta secca, uva, ciliegia e prugna. Forte presenza di note di vaniglia, legno, noce e caffè della moka. Gusto: al palato lascia spiccate note di uva, prugne, noce, con un tocco di cioccolato e caffè, per un finale setoso. Commenti commenti
19 Maggio 2017 | Leave a comment Aroma: al naso primeggiano note zuccherine della canna che sviluppano un corpo morbido e dolce. Si conclude con un accenno di agrumi. Gusto: al palato ha un sapore molto caratteristico, gradevolmente dolce, con note apprezzabili in un finale morbido. Commenti commenti
18 Maggio 2017 | Leave a comment Aroma: note delicate di frutta tropicale intrecciata con zucchero di canna e banana matura. Gusto: al palato mostra sottili spezie e note floreali con un finale di canna da zucchero e vaniglia. Commenti commenti